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RAM e SSD costano sempre di più: cosa sta succedendo davvero

Chi negli ultimi mesi ha provato ad acquistare un nuovo computer o a potenziare quello che già possiede se ne sarà accorto subito: i prezzi di RAM e SSD stanno salendo. Componenti che fino a poco tempo fa erano diventati economici e facilmente accessibili oggi pesano di più sul prezzo finale di PC e notebook.

Ma cosa sta succedendo davvero? E perché questo aumento sembra tutt’altro che temporaneo?

Le memorie sono tornate al centro del mercato

RAM e SSD sono il cuore di qualsiasi dispositivo moderno. Servono per far funzionare applicazioni, sistemi operativi, videogiochi e servizi online. Per anni la loro produzione è stata abbondante e i prezzi sono scesi progressivamente, rendendo normali configurazioni che un tempo erano considerate di fascia alta.

Oggi, però, lo scenario è cambiato. La richiesta di memorie è cresciuta improvvisamente e in modo molto rapido, superando la capacità di produzione disponibile. Quando questo accade, il mercato reagisce in modo semplice: i prezzi aumentano.

L’intelligenza artificiale ha cambiato le regole

Uno dei principali motivi di questo cambiamento è la diffusione dell’intelligenza artificiale. I sistemi basati su AI, come quelli utilizzati nei data center, richiedono enormi quantità di memoria per funzionare correttamente. Non si tratta solo di più spazio, ma di memorie veloci e performanti, prodotte in grandi volumi.

Per soddisfare questa domanda, i produttori di chip stanno concentrando sempre più risorse su soluzioni destinate ai grandi operatori tecnologici. Questo lascia meno componenti disponibili per il mercato consumer, ovvero quello dei computer destinati a privati e piccole aziende.

Meno disponibilità, prezzi più alti

Con meno RAM e SSD disponibili per PC e notebook tradizionali, i prezzi iniziano inevitabilmente a salire. Non è un problema legato a un singolo marchio o a una specifica tecnologia: riguarda l’intero mercato.

Chi produce computer si trova così di fronte a una scelta difficile: aumentare i prezzi oppure ridurre le dotazioni di memoria nelle configurazioni di base. In entrambi i casi, l’effetto finale è lo stesso: l’utente paga di più o ottiene meno.

PC e notebook diventano più costosi

L’aumento dei costi delle memorie ha un impatto diretto sul prezzo dei dispositivi. RAM e SSD incidono in modo significativo sul costo complessivo di un computer, soprattutto nelle configurazioni di fascia media, quelle più acquistate.

Questo significa che anche chi non è interessato a prestazioni elevate o a usi professionali si trova comunque a dover spendere di più rispetto al passato, semplicemente perché la memoria costa di più alla base.

Conviene aspettare o acquistare adesso?

Una domanda che molti si pongono è se convenga aspettare un calo dei prezzi. Al momento, però, non ci sono segnali chiari di un ritorno ai livelli precedenti. La domanda legata all’intelligenza artificiale continua a crescere e le capacità produttive non aumentano alla stessa velocità.

Per chi deve acquistare un nuovo computer o aggiornare quello attuale, la scelta migliore è valutare con attenzione le proprie esigenze reali, evitando configurazioni sovradimensionate ma anche soluzioni troppo limitate che potrebbero diventare obsolete in breve tempo.

Un cambiamento destinato a durare

Il rialzo dei prezzi di RAM e SSD non sembra essere una semplice parentesi. È il risultato di una trasformazione profonda del settore tecnologico, in cui le memorie sono tornate a essere una risorsa strategica.

In un mondo sempre più basato su dati, intelligenza artificiale e servizi digitali, la memoria non è più solo un componente, ma un elemento chiave dell’intera infrastruttura tecnologica. Ed è per questo che, oggi, costa sempre di più.

Windows 11: meno intelligenza artificiale invasiva e un sistema più essenziale

Microsoft sta rivedendo il modo in cui l’intelligenza artificiale viene integrata in Windows 11.
Dopo i feedback ricevuti dagli utenti, l’azienda punta a rendere il sistema operativo più pulito, più semplice e meno invadente.
Negli ultimi aggiornamenti, molte funzioni basate sull’AI sono diventate molto visibili. In particolare, l’assistente Copilot è stato integrato in diverse aree del sistema. Questa scelta, però, non è stata apprezzata da tutti.

Copilot resta, ma con un ruolo più discreto

Copilot non verrà eliminato da Windows 11.
Microsoft intende però ridurne la presenza diretta nelle applicazioni di uso quotidiano.
Alcuni strumenti di sistema, come Blocco note o Paint, potrebbero tornare a un’esperienza più tradizionale. Le funzioni AI resterebbero disponibili, ma meno evidenti e meno “forzate”.
L’obiettivo è offrire supporto intelligente solo quando serve davvero.

Funzioni AI sotto revisione

Oltre a Copilot, anche altre funzionalità basate sull’intelligenza artificiale sono in fase di valutazione.
Alcuni strumenti, pensati per migliorare la produttività, sono risultati complessi o poco chiari per molti utenti.
Per questo motivo, Microsoft sta lavorando per semplificare l’esperienza. Le funzioni meno utili potrebbero essere ridimensionate o rese opzionali.

Più controllo per l’utente

Il nuovo approccio mette l’utente al centro.
Chi utilizza Windows 11 potrà continuare a sfruttare l’AI, ma senza interferenze costanti durante il lavoro quotidiano.
Questo significa:
meno suggerimenti automatici
meno elementi AI sempre visibili
maggiore libertà di scelta
Un sistema operativo più pulito migliora anche concentrazione e produttività.

Perché Microsoft sta cambiando strategia

Windows 11 è utilizzato da milioni di persone con esigenze diverse.
Non tutti vogliono un sistema fortemente basato sull’intelligenza artificiale.
Microsoft ha quindi deciso di trovare un equilibrio tra innovazione e usabilità.
L’AI resta una parte importante del futuro del sistema operativo, ma non deve diventare un ostacolo.
Il risultato sarà un Windows 11 più essenziale, flessibile e adatto a un pubblico più ampio.